4. Regolamento comunale per le proposte di iniziativa popolare

REGOLAMENTO COMUNALE PER LE PROPOSTE DI INIZIATIVA POPOLARE

Approvato con deliberazione C.C. N.____ del ____________

I N D I C E
Art. 1 - Ambito di applicazione
Art. 2 - Presentazione delle proposte
Art. 3 - Modalità di presentazione
Art. 4 - Adempimenti degli Organi Comunali
Art. 5 - Esclusioni
Art. 6 - Conclusioni
Art. 7 - Rinvio
Art. 8 - Norma finale


ART. 1
AMBITO DI APPLICAZIONE
1. Il presente Regolamento disciplina, in attuazione del disposto dell'art.37, comma 3 dello Statuto, le modalità per la presentazione da parte di elettori di proposte di adozione di atti amministrativi da parte del Consiglio Comunale e la procedura per il loro esame.
ART. 2
PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE
1. A norma dello Statuto Comunale le proposte di deliberazioni consiliari devono essere presentate da almeno quattrocento elettori del Comune.
2. Le proposte devono riguardare materie di competenza del Consiglio Comunale.
3. Le proposte stesse devono essere redatte nella forma della deliberazione.
ART. 3
MODALITA' DI PRESENTAZIONE
1. Le proposte, corredate delle occorrenti sottoscrizioni, sono presentate al Sindaco tramite il Segretario Generale, con l'indicazione del firmatario cui il Comune deve riferirsi per ogni evenienza.
ART. 4
ADEMPIMENTI DEGLI ORGANI COMUNALI
1. Il Segretario, prima di trasmettere le proposte al Sindaco, accerta presso il competente Ufficio Comunale, la sussistenza del requisito dell'iscrizione nelle liste elettorali del Comune dei firmatari ed attesta la competenza o meno del Consiglio nella materia oggetto della proposta.
2. Lo stesso Segretario dispone l'acquisizione degli eventuali pareri prescritti dall'art.53 della legge 142/90, nonchè, se del caso, l'attestazione della copertura finanziaria di cui al successivo art.55, comma 5.
3. Il Sindaco, ricevuta la proposta, corredata della favorevole attestazione del Segretario e degli atti di cui al precedente comma 2, la iscrive all'ordine del Giorno del Consiglio, che deve comunque pronunciarsi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della proposta al Segretario, ai sensi dell'art. 37, comma 2 dello Statuto.
4. Quando la proposta non concerne materie di competenza consiliare, il Sindaco notifica la circostanza al firmatario rappresentante dei sottoscrittori, precisando i motivi per cui la proposta non potrà essere trattata dal Consiglio.
ART. 5
ESCLUSIONI
1. Non è ammessa la presentazione di proposte riguardanti le materie escluse dai referendum consultivi come individuate dall'art.35, comma 2 dello Statuto.
ART. 6
CONCLUSIONI
1. La decisione assunta dal Consiglio Comunale è notificata dal Sindaco con le modalità di cui all'ultimo comma dell'art. 4, entro cinque giorni dalla data del provvedimento dell'Organo deliberante.
2. Ad intervenuta esecutività a norma di legge del provvedimento il Segretario Generale provvederà a notificare la decorrenza dell'efficacia dell'atto.
3. Quando il Consiglio Comunale respinge la proposta lo schema di deliberazione non può essere ripresentato se non decorso un anno dalla data della seduta.
ART. 7
RINVIO
1. Per quanto non previsto nel presente Regolamento (convocazione e svolgimento seduta consiliare, forma di votazione, quorum funzionale, ecc..) si rinvia al vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
ART. 8
NORMA FINALE
1. Il Sindaco con apposito manifesto notificherà alla popolazione la decorrenza dell'efficacia del presente Regolamento.

 

COMUNE DI TAGGIA
Provincia di Imperia

* * *

REGOLAMENTO
PER L’APPLICAZIONE
DELL’ACCERTAMENTO CON ADESIONE
RELATIVO ALLE VIOLAZIONI SUI TRIBUTI COMUNALI

 

 

Approvato con delibera C.C. n. 69 del 22.12.2000

Modificato con delibera C.C. n. 49 del 01/08/2011

 

CAPO I

Art. 1
Principi generali.

1. Il Comune di Taggia, al fine di per migliorare il rapporto con i propri contribuenti e per prevenire od estinguere procedimenti contenziosi in atto, per la definizione consensuale degli atti di imposizione, si avvale dell’istituto dell’accertamento con adesione sulla base dei principi contenuti nel decreto legislativo 19 Giugno 1997, n° 218 e dei criteri di cui al presente Regolamento.

Art. 2
Ambito di applicazione.

1. L’applicazione dell’istituto dell’accertamento con adesione è ammessa nei casi di atti di rettifica e di accertamento di ufficio.
2. Il ricorso all’accertamento con adesione presuppone la presenza di materia concordabile e quindi di elementi suscettibili di apprezzamento valutativo per cui esulano dal campo applicativo dell’istituto le questioni cosiddette “di diritto”, tutte le fattispecie nelle quali l’obbligazione tributaria è determinabile sulla base di elementi certi e la mera liquidazione dei tributi;
3. Nel caso di obbligazioni tributarie solidali, l’atto di imposizione può essere definito anche con l’adesione di uno solo dei coobbligati purché quest’ultimo si impegni alla definizione dell’intera obbligazione tributaria.
4. L’Ufficio, per aderire all’accertamento con adesione, deve peraltro tenere conto della fondatezza degli elementi posti a base dell’accertamento, valutando attentamente il rapporto costi – benefici dell’operazione, con particolare riferimento al rischio di soccombenza in un eventuale ricorso.
5. L’Ufficio, inoltre, qualora rilevi, dopo l’adozione dell’accertamento, l’infondatezza o l’illegittimità dell’accertamento medesimo, ha il dovere di annullare l’atto di accertamento dell’esercizio dell’autotutela.

 

CAPO II

Procedimento per la definizione degli accertamenti con adesione del contribuente.

Art. 3
Attivazione del procedimento.

1. Il procedimento può essere attivato sia su iniziativa dell’Ufficio che su istanza del contribuente e ciò subordinatamente all’avvenuta notifica dell’atto di imposizione.

Art. 4
Procedimento ad iniziativa d’Ufficio.

1. L’Ufficio, prima della notifica dell’atto di imposizione, può invitare il contribuente a comparire per l’eventuale definizione delle obbligazioni tributarie mediante l’applicazione dell’istituto dell’accertamento con adesione.
2. La partecipazione del contribuente al procedimento, nonostante l’invito dell’Ufficio, non è obbligatoria e non pregiudica la facoltà del contribuente di richiedere l’applicazione dell’istituto dopo la notifica dell’atto di imposizione.

Art. 5
Procedimento ad iniziativa del contribuente.

1. Il contribuente al quale sia stato notificato avviso di accertamento può formulare, anteriormente alla eventuale impugnazione dell’atto innanzi la commissione tributaria provinciale, istanza in carta libera di accertamento con adesione.
2. Il termine per l’impugnazione è sospeso per un periodo di novanta giorni decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza del contribuente.
3. Entro trenta giorni dalla ricezione dell’istanza di definizione l’ufficio formula l’invito a comparire.
4. La mancata comparizione del contribuente nel giorno indicato con l’invito comporta rinuncia alla definizione dell’accertamento con adesione.
5. Eventuali, motivate richieste di differimento, comunque per non più di una volta, avanzate dal contribuente in ordine alla data di comparizione indicata nell’invito saranno prese in considerazione solo se avanzate entro tale data. L’eventuale data di differimento non potrà superare i 30 giorni.
6. Delle operazioni compiute, delle comunicazioni effettuate, dell’eventuale mancata comparizione dell’interessato e dell’esito negativo del concordato, viene dato atto in succinto verbale da parte del responsabile del procedimento.
7. L’impugnazione dell’atto comporta rinuncia all’istanza.

 


Art. 6
Atto di accertamento con adesione.

1. A seguito del contraddittorio, ove l’accertamento venga concordato con il contribuente, l’Ufficio redige, in duplice esemplare, atto di accertamento con adesione che va sottoscritto dal contribuente (o da suo procuratore generale o speciale) e dal responsabile dell’Ufficio o suo delegato.
2. Nell’atto di definizione vanno indicati gli elementi e la motivazione su cui la definizione si fonda, anche con richiamo alla documentazione in atti, nonché la liquidazione delle maggiori imposte, interessi e sanzioni dovute in dipendenza della definizione.

 

 

CAPO III
Perfezionamento dell’adesione ed applicazione della sanzione.

 

Art. 7
Perfezionamento della definizione.

1. La definizione si perfeziona con il versamento, secondo le modalità indicate nell’atto di adesione, delle somme ivi indicate, da effettuarsi entro 20 giorni dalla redazione dell’atto di accertamento con adesione.
2. Entro 10 giorni dalla data del versamento il contribuente deve far pervenire all’Ufficio copia della quietanza attestante l’avvenuto pagamento.
3. Limitatamente alla tassa rifiuti solidi urbani interni, l’ufficio provvede direttamente ad iscrivere a ruolo le somme risultanti dall’atto di accertamento con adesione a titolo di tributo, sanzione amministrativa ed interessi.
4. E’ ammesso, a richiesta del contribuente, sulla base di comprovate eccezionali difficoltà finanziarie, il pagamento in forma rateale, fino a ventiquattro rate mensili di pari importo, quando la somma dovuta supera l’importo di cinque milioni di lire. In tal caso solo l’importo della 1ª rata deve essere corrisposto entro 20 giorni dalla redazione dell’atto di accertamento con adesione. Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data del perfezionamento dell’atto di adesione; per il versamento di tali somme il contribuente è tenuto a presentare garanzia fidejussoria ipotecaria, bancaria od equipollente. L’importo minimo di ogni singola rata è fissato in Lit. 200.000.

 

Art. 8
Conseguenze della definizione.

1. L’atto di imposizione definito con adesione del contribuente non è soggetto ad impugnazione.
2. L’intervenuta definizione non esclude, peraltro, la possibilità per l’Ufficio di procedere ad accertamenti integrativi nel caso che la definizione riguardi accertamenti parziali e nel caso di sopravvenuta conoscenza di nuova materia imponibile sconosciuta alla data del precedente accertamento e non rilevabile né dal contenuto della dichiarazione né dagli atti in possesso alla data medesima.
3. Qualora l’adesione sia conseguente alla notifica dell’avviso di accertamento questo perde efficacia dal momento del perfezionamento della definizione.

Art. 9
Riduzione della sanzione

1. A seguito della definizione le sanzioni si applicano nella misura di un terzo del minimo previsto dalla Legge.
2. Non sono di contro riducibili le sanzioni conseguenti l’attività di mera liquidazione del tributo, quali quelle connesse a violazioni di carattere formale e quelle relative ad omessi o ritardati versamenti del tributo.

CAPO IV
Disposizioni finali

 

Art. 10
Decorrenza e validità

1. Il presente regolamento entra in vigore il 15° giorno successivo alla data della seconda pubblicazione.
2. Per quanto non espressamente disciplinato nel presente regolamento si fa rinvio alle disposizioni contenute nel decreto legislativo 19/06/1997, n° 218.

 

Regolamento di individuazione dei criteri comunali per il rilascio di autorizzazioni degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande

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Regolamento per l'esecuzione in economia di lavori, opere e provviste in amministrazione diretta ed a cottimo

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8. Regolamento per la consulta comunale per il turismo

REGOLAMENTO

PER LA CONSULTA COMUNALE

PER IL TURISMO

* * *


APPROVATO CON DELIBERA C.C. N. 29 DEL 15.05.1995

Art. 1° - ISTITUZIONE.

E' istituita la Consulta Comunale per il Turismo quale sede di elaborazione delle scelte in ordine ai problemi specifici del settore, in rapporto stretto e costante tra il Comune e le parti economiche e sociali.

Art. 2° - FINALITA' DELLA CONSULTA.

Le finalità della Consulta consistono nel:

a) - Contribuire alla funzionalità della politica di programmazione e di intervento, attraverso il concorso e la partecipazione degli interlocutori istituzionali, economici e sociali, ed alla identificazione dei problemi e delle scelte da compiere per avviare la risoluzione nel più ampio consenso.

b) - Attrezzare il Comune in relazione ai problemi del rilancio e della economia del settore mediante la predisposizione di programmi e progetti verificati nella loro fattibilità e convenienza economica, anzitutto ai fini della loro finanziabilità.

c) - Creare la più ampia base di consenso sugli obiettivi e sui contenuti dei programmi e dei progetti, ai fini della loro attuazione tempestiva, sia da parte del Comune che degli altri soggetti presenti nella Consulta.


Art. 3° - COMPITI DELLA CONSULTA.

1. Alla Consulta compete:

a) - formulare le proposte di studio di fattibilità, esaminando ed approvando per ciascuna di esse un documento di riferimento iniziale (sintesi dell'esistente e delle istanze relative alla proposta di fattibilità);

b) - esprimersi sulle alternative emergenti a seguito dello svolgimento dei progetti - proposte e precisare ulteriormente gli obiettivi e/o le condizioni che gli studi di fattibilità devono raggiungere e/o rispettare;

c) - valutare i risultati intermedi definitivi dei progetti - proposte.

2. In particolare, la Consulta si esprimerà sui seguenti problemi:

a) - l'assetto del territorio, Piano Regolatore Generale e relative Varianti, Piani Particolareggiati e relative Varianti, Piani di Zona e relative Convenzioni per quanto interessanti l'attività del settore di competenza.

b) - Bilanci annuali di previsione, per quanto specificatamente interessante l'attività dello stesso settore.

c) - la formulazione di Piani di Sviluppo ed adeguamento della rete di vendita, onde armonizzare il settore di competenza con quello commerciale.

d) - la formulazione o la revisione dei Regolamenti Comunali, per quanto ha attinenza ai requisiti per la collocazione delle Imprese del settore nel tessuto cittadino e per quanto si riferisce alla politica comunale di difesa dell'ambiente.

e) - la formulazione di provvedimenti comunali in materia di orrio dei Pubblici Esercizi.

f) - proposte in merito all'istruzione professionale finalizzata alle esigenze delle categorie del settore.

3. La Consulta si esprimerà su ogni argomento attraverso un documento che dovrà realizzare la massima convergenza degli organismi rappresentati ed in particolare delle organizzazioni di categoria.

4. Nel verbale dovranno essere menzionate le differenti tesi e motivazioni sostenute e chi le ha sostenute.


Art. 4° - COMPOSIZIONE DELLA CONSULTA E DURATA IN CARICA.

1. La Consulta si compone:


a) - di un rappresentante di ogni categoria presente sul territorio o a livello provinciale;

b) - di un rappresentante delle Confederazioni Sindacali C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. da scegliersi, con le modalità di cui all'ultimo comma del presente articolo, tra le designazioni pervenute, possibilmente tra appartenenti al settore specifico;

c) - di un rappresentante di ciascun Gruppo Politico presente in Consiglio Comunale che può essere un consigliere comunale od una persona estranea al Consiglio.


2. I rappresentanti delle categorie del Settore debbono essere iscritti nelle sezioni locali delle Associazioni, ove esistano.

3. La durata in carica dei membri di cui sopra è pari a quella dell'Amministrazione Comunale e, comunque, decadono con essa; possono essere riconfermati.


4. alla formale costituzione della Consulta provvede il Sindaco, sulla base delle designazioni ricevute, con proprio atto ricognitorio, sentiti i Capigruppo Consiliari per la scelta del Rappresentante Sindacale.


Art. 5° - POSSIBILITA' DI PARTECIPAZIONE PER ALTRI ENTI, ORGANIZZAZIONI, ECC.

Su invito della Consulta possono partecipare ai lavori, per la trattazione di problemi specifici, irappresentanti di organizzazioni ed Enti nonchè personalità tecniche competenti sulla materia da trattare.


Art. 6° - PRESIDENTE DELLA CONSULTA - PREROGATIVE - DURATA IN CARICA


1. Alla consulta è preposto un Presidente che viene eletto dai membri designati dalle organizzazioni di categoria.

2. Il Presidente convoca e presiede le sedute e ne forma l'ordine del giorno. I lavori di segreteria vengono svolti dalle Organizzazioni del settore a turno; le adunanze si tengono presso la sede comunale.

3. I verbali devono essere letti ed approvati al termine della riunione stessa.

4. I lavori della Consulta sono coordinati dall'As sessore comunale o Consigliere Delegato competente, che opererà d'intesa con il Presidente.

5. Le Organizzazioni di Categoria si alternano, per periodi di un anno, alla presidenza.

Art. 7° - PROPOSTA DI CONVOCAZIONE.

1. Di norma l'iniziativa della convocazione della Consulta compete all'Amministrazione Comunale, che propone al Presidente gli argomenti da trattare.


2. La convocazione della Consulta può essere richiesta anche da parte di ciascuno degli Organismi di categoria di cui al punto 4).


3. Il Presidente, d'intesa con l'Assessore Comunale ed il Consigliere Delegato, vaglierà l'opportunità dell'accoglimento della richiesta di cui al precedente comma e dovrà comunque fornire entro 10 giorni adeguata risposta al/ai richiedenti.


Art. 8° - MODALITA' E TERMINI DELLE CONVOCAZIONI.

Le convocazioni delle riunioni della Consulta debbono essere fatte per iscritto ed inviate a tutti i membri almeno sette giorni prima della seduta, salvo emergenza, e contengno: la data, il luogo della riunione e gli argomenti all'ordine del giorno.

Art. 9° - VALIDITA' DELLE RIUNIONI


1. Le riunioni, convocate come sopra, sono valide quando sono rappresentate le Organizzazioni di categoria e sono presenti almeno il 50% degli altri membri.

2. Mancando il numero legale come sopra stabilito, trascorsa un'ora da quella di convocazione, la riunione si intende valida purchè sia rappresentata almeno una delle Organizzazioni di categoria e siano presenti almeno il 30% degli altri membri.


Art. 10°- DECADENZA.

I membri della Consulta rappresentanti le Associazioni di categoria e le Organizzazioni sindacali assenti immotivatamente per più di tre volte consecutive, vengono dichiarati decaduti e sostituiti da altri appartenenti alla medesima Organizzazione o Sindacato.

Art. 11°- GRUPPI DI STUDIO E/O DI LAVORO.

A scopo di indagine conoscitiva su particolari problemi, la Consulta può istituire Gruppi di Studio e/o Lavoro. I suddetti possono procedere all'audizione di rappresentanti, di Enti, Organizzazioni o singoli non facenti parte della Consulta stessa e dovranno riferire al Presidente di volta in volta sull'esito dei lavori stessi.

Art. 12°- MODIFICA DEL REGOLAMENTO

Le eventuali modifiche del presente Regolamento dovranno essere deliberate dal Consiglio Comunale, previo parere favorevole della Consulta.

9. Regolamento per la consulta comunale per l'agricoltura

REGOLAMENTO

PER LA CONSULTA COMUNALE

PER L'AGRICOLTURA

***


Approvato con delibera C.C. N. 27 del 15.05.1995


Art. 1° - ISTITUZIONE.

E' istituita la Consulta Comunale per l'Agricoltura quale sede di elaborazione delle scelte in ordine ai problemi specifici del settore, in rapporto stretto e costante tra il Comune e le parti economiche e sociali.

Art. 2° - FINALITA' DELLA CONSULTA.

Le finalità della Consulta consistono nel:


a) - Contribuire alla funzionalità della politica di programmazione e di intervento, attraverso il concorso e la partecipazione degli interlocutori istituzionali, economici e sociali, ed alla identificazione dei problemi e delle scelte da compiere per avviare la risoluzione nel più ampio consenso.

b) - Attrezzare il Comune in relazione ai problemi del rilancio e della economia del settore mediante la predisposizione di programmi e progetti verificati nella loro fattibilità e convenienza economica, anzitutto ai fini della loro finanziabilità.

c) - Creare la più ampia base di consenso sugli obiettivi e sui contenuti dei programmi e dei progetti, ai fini della loro attuazione tempestiva, sia da parte del Comune che degli altri soggetti presenti nella Consulta.

Art. 3° - COMPITI DELLA CONSULTA.

1. Alla Consulta compete:

a) - formulare le proposte di studio di fattibilità, esaminando ed approvando per ciascuna di esse un documento di riferimento iniziale (sintesi dell'esistente e delle istanze relative alla proposta di fattibilità);

b) - esprimersi sulle alternative emergenti a seguito dello svolgimento dei progetti - proposte e precisare ulteriormente gli obiettivi e/o le condizioni che gli studi di fattibilità devono raggiungere e/o rispettare;

c) - valutare i risultati intermedi definitivi dei progetti - proposte.

2. In particolare, la Consulta si esprimerà 
sui seguenti problemi:

a) - l'assetto del territorio, Piano Regolatore Generale e relative Varianti, Piani Particolareggiati e relative Varianti, Piani di Zona e relative Convenzioni per quanto interessanti l'attività del settore di competenza.

b) - Bilanci annuali di previsione, per quanto specificatamente interessante l'attività dello stesso settore.

c) - la formulazione di Piani di Sviluppo ed adeguamento della rete di vendita, onde armonizzare il settore di competenza con quello commerciale.

d) - la formulazione o la revisione dei Regolamenti Comunali, per quanto ha attinenza ai requisiti per la collocazione delle Imprese del settore nel tessuto cittadino e per quanto si riferisce alla politica comunale di difesa dell'ambiente.

e) - Ogni incombenza che risultasse conferita ai Comuni per l'attuazione delle norme legislative statali e regionali che regolano l'attività del settore.

f) - proposte in merito all'istruzione professionale finalizzata alle esigenze delle categorie del settore.


3. La Consulta si esprimerà su ogni argomento attraverso un documento che dovrà realizzare la massima convergenza degli organismi rappresentati ed in particolare delle organizzazioni di categoria.

4. Nel verbale dovranno essere menzionate le differenti tesi e motivazioni sostenute e chi le ha sostenute.


Art. 4° - COMPOSIZIONE DELLA CONSULTA E DURATA IN CARICA.

1. La Consulta si compone:

a) - di un rappresentante di ogni categoria presente sul territorio o a livello provinciale;

b) - di un rappresentante delle Confederazioni Sindacali C.G.I.L. - C.I.S.L. e U.I.L. da scegliersi con le modalità di cui all'ultimo comma del presente articolo, tra le designazioni pervenute, possibilmente tra appartenenti al settore specifico.

c) - di un rappresentante di ciascun Gruppo Politico presente in Consiglio Comunale che può essere un consigliere comunale od una persona estranea al Consiglio.


2. I rappresentanti delle categorie del Settore debbono essere iscritti nelle sezioni locali delle Associazioni, ove esistano.

3. La durata in carica dei membri di cui sopra è pari a quella dell'Amministrazione Comunale e, comunque, decadono con essa; possono essere riconfermati.

4. alla formale costituzione della Consulta provvede il Sindaco, sulla base delle designazioni ricevute, con proprio atto ricognitorio, sentiti i Capigruppo Consiliari per la scelta del Rappresentante Sindacale.


Art. 5° - POSSIBILITA' DI PARTECIPAZIONE PER ALTRI ENTI, ORGANIZZAZIONI, ECC.

Su invito della Consulta possono partecipare ai lavori, per la trattazione di problemi specifici, i rappresentanti di Organizzazioni ed Enti nonchè personalità tecniche competenti sulla materia da trattare.


Art. 6° - PRESIDENTE DELLA CONSULTA - PREROGATIVE - DURATA IN CARICA.

1. Alla consulta è preposto un Presidente che viene eletto dai membri designati dalle organizzazioni di categoria.

2. Il Presidente convoca e presiede le sedute e ne forma l'ordine del giorno. I lavori di segreteria vengono svolti dalle Organizzazioni del settore a turno; le adunanze si tengono presso la sede comunale.

3. I verbali devono essere letti ed approvati al termine della riunione stessa.

4. I lavori della Consulta sono coordinati dall'As sessore comunale o Consigliere Delegato competente, che opererà d'intesa con il Presidente.

5. Le Organizzazioni di Categoria si alternano, per periodi di un anno, alla presidenza.

Art. 7° - RICHIESTA DI CONVOCAZIONE.

1. Di norma l'iniziativa della convocazione della Consulta compete all'Amministrazione Comunale, che propone al Presidente gli argomenti da trattare.


2. La convocazione della Consulta può essere richiesta anche da parte di ciascuno degli Organismi di categoria di cui al punto 4).

3. Il Presidente, d'intesa con l'Assessore Comunale ed il Consigliere Delegato, vaglierà l'opportunità dell'accoglimento della richiesta di cui al precedente comma e dovrà comunque fornire entro 10 giorni adeguata risposta al/ai richiedenti.


Art. 8° - MODALITA' E TERMINI DELLE CONVOCAZIONI.


Le convocazioni delle riunioni della Consulta debbono essere fatte per iscritto ed inviate a tutti i membri almeno sette giorni prima della seduta, salvo emergenza, e contengno: la data, il luogo della riunione e gli argomenti all'ordine del giorno.


Art. 9° - VALIDITA' DELLE RIUNIONI

1. Le riunioni, convocate come sopra, sono valide quando sono rappresentate le Organizzazioni di categoria e sono presenti almeno il 50% degli altri membri.

2. Mancando il numero legale come sopra stabilito, trascorsa un'ora da quella di convocazione, la riunione si intende valida purchè sia rappresentata almeno una delle Organizzazioni di categoria e siano presenti almeno il 30% degli altri membri.

Art. 10°- DECADENZA.

I membri della Consulta rappresentanti le Associazioni di categoria e le Organizzazioni sindacali assenti immotivatamente per più di tre volte consecutive, vengono dichiarati decaduti e sostituiti da altri appartenenti alla medesima Organizzazione o Sindacato.

Art. 11°- GRUPPI DI STUDIO E/O DI LAVORO.

A scopo di indagine conoscitiva su particolari problemi, la Consulta può istituire Gruppi di Studio e/o Lavoro. I suddetti possono procedere all'audizione di rappresentanti, di Enti, Organizzazioni o singoli non facenti parte della Consulta stessa e dovranno riferire al Presidente di volta in volta sull'esito dei lavori stessi.


Art. 12°- MODIFICA DEL REGOLAMENTO.

Le eventuali modifiche del presente Regolamento dovranno essere deliberate dal Consiglio Comunale, previo parere favorevole della Consulta.

10. Regolamento per la consulta comunale per l'artigianato

REGOLAMENTO

PER LA CONSULTA COMUNALE

PER L'ARTIGIANATO


* * *


Approvato con delibera C.C. N. 28 del 15.05.1995

Art. 1° - ISTITUZIONE.

E' istituita la Consulta Comunale per l'Artigianato quale sede di elaborazione delle scelte in ordine ai problemi specifici del settore, in rapporto stretto e costante tra il Comune e le parti economiche e sociali.

Art. 2° - FINALITA' DELLA CONSULTA.

Le finalità della Consulta consistono nel:

a) - Contribuire alla funzionalità della politica di programmazione e di intervento, attraverso il concorso e la partecipazione degli interlocutori istituzionali, economici e sociali, ed alla identificazione dei problemi e delle scelte da compiere per avviare la risoluzione nel più ampio consenso.

b) - Attrezzare il Comune in relazione ai problemi del rilancio e della economia del settore mediante la predisposizione di programmi e progetti verificati nella loro fattibilità e convenienza economica, anzitutto ai fini della loro finanziabilità.

c) - Creare la più ampia base di consenso sugli obiettivi e sui contenuti dei programmi e dei progetti, ai fini della loro attuazione tempestiva, sia da parte del Comune che degli altri soggetti presenti nella Consulta.


Art. 3° - COMPITI DELLA CONSULTA.

1. Alla Consulta compete:

a) - formulare le proposte di studio di fattibilità, esaminando ed approvando per ciascuna di esse un documento di riferimento iniziale (sintesi dell'esistente e delle istanze relative alla proposta di fattibilità);

b) - esprimersi sulle alternative emergenti a seguito dello svolgimento dei progetti - proposte e precisare ulteriormente gli obiettivi e/o le condizioni che gli studi di fattibilità devono raggiungere e/o rispettare;

c) - valutare i risultati intermedi definitivi dei progetti - proposte.

2. In particolare, la Consulta si esprimerà sui seguenti problemi:

a) - l'assetto del territorio, Piano Regolatore Generale e relative Varianti, Piani Particolareggiati e relative Varianti, Piani di Zona e relative Convenzioni per quanto interessanti l'attività del settore di competenza.

b) - Bilanci annuali di previsione, per quanto specificatamente interessante l'attività dello stesso settore.

c) - la formulazione di Piani di Sviluppo ed adeguamento della rete di vendita, onde armonizzare il settore di competenza con quello commerciale.

d) - la formulazione o la revisione dei Regolamenti Comunali, per quanto ha attinenza ai requisiti per la collocazione delle Imprese del settore nel tessuto cittadino e per quanto si riferisce alla politica comunale di difesa dell'ambiente.

e) - la formulazione di provvedimenti comunali in materia di orario dei negozi commerciali attinenti all'attività artigianale e dei laboratori artigiani.

f) - ogni incombenza che risultasse conferita ai Comuni per l'attuazione delle norme legislative statali e regionali che regolano l'attività del settore.

g) - proposte in merito all'istruzione professionale finalizzata alle esigenze delle categorie del settore.

3. La Consulta si esprimerà su ogni argomento attraverso un documento che dovrà realizzare la massima convergenza degli organismi rappresentati ed in particolare delle organizzazioni di categoria.

4. Nel verbale dovranno essere menzionate le differenti tesi e motivazioni sostenute e chi le ha sostenute.


Art. 4° - COMPOSIZIONE DELLA CONSULTA E DURATA IN CARICA.

1. La Consulta si compone:


a) - di un rappresentante di ogni categoria pre- sente sul territorio o a livello provincia-le;

b) - di un rappresentante delle Confederazioni Sindacali CGIL,CISL e UIL da scegliersi, con
le modalità di cui all'ultimo comma del pre-
sente articolo, tra le designazioni pervenute, possibilmente tra appartenenti al settore specifico;

c) - di un rappresentante di ciascun Gruppo Politico presente in Consiglio Comunale che può essere un consigliere comunale od una persona estranea al Consiglio.


2. I rappresentanti delle categorie del Settore debbono essere iscritti nelle sezioni locali delle Associazioni, ove esistano.

3. La durata in carica dei membri di cui sopra è pari a quella dell'Amministrazione Comunale e, comunque, decadono con essa; possono essere riconfermati.

4. alla formale costituzione della Consulta provvede il Sindaco, sulla base delle designazioni ricevute, con proprio atto ricognitorio, sentiti i Capigruppo Consiliari per la scelta del Rappresentante Sindacale.


Art. 5° - POSSIBILITA' DI PARTECIPAZIONE PER ALTRI ENTI, ORGANIZZAZIONI, ECC.


Su invito della Consulta possono partecipare ai lavori, per la trattazione di problemi specifici, i rappresentanti di Organizzazioni ed Enti nonchè personalità tecniche competenti sulla materia da trattare.


Art. 6° - PRESIDENTE DELLA CONSULTA - PREROGATIVE - DURATA IN CARICA.

1. Alla consulta è preposto un Presidente che viene eletto dai membri designati dalle organizzazioni di categoria.

2. Il Presidente convoca e presiede le sedute e ne forma l'ordine del giorno. I lavori di segreteria vengono svolti dalle Organizzazioni del settore a turno; le adunanze si tengono presso la sede comunale.

3. I verbali devono essere letti ed approvati al termine della riunione stessa.

4. I lavori della Consulta sono coordinati dall'As sessore comunale o Consigliere Delegato competente, che opererà d'intesa con il Presidente.

5. Le Organizzazioni di Categoria si alternano, per periodi di un anno, alla presidenza.

Art. 7° - RICHIESTA DI CONVOCAZIONE.

1. Di norma l'iniziativa della convocazione della Consulta compete all'Amministrazione Comunale, che propone al Presidente gli argomenti da trattare.

2. La convocazione della Consulta può essere richiesta anche da parte di ciascuno degli Organismi di categoria di cui al punto 4).

3. Il Presidente, d'intesa con l'Assessore Comunale ed il Consigliere Delegato, vaglierà l'opportunità dell'accoglimento della richiesta di cui al precedente comma e dovrà comunque fornire entro 10 giorni adeguata risposta al/ai richiedenti.


Art. 8° - MODALITA' E TERMINI DELLE CONVOCAZIONI.


Le convocazioni delle riunioni della Consulta debbono essere fatte per iscritto ed inviate a tutti i membri almeno sette giorni prima della seduta, salvo emergenza, e contengno: la data, il luogo della riunione e gli argomenti all'ordine del giorno.


Art. 9° - VALIDITA' DELLE RIUNIONI


1. Le riunioni, convocate come sopra, sono valide quando sono rappresentate le Organizzazioni di categoria e sono presenti almeno il 50% degli altri membri.

2. Mancando il numero legale come sopra stabilito, trascorsa un'ora da quella di convocazione, la riunione si intende valida purchè sia rappresentata almeno una delle Organizzazioni di categoria e siano presenti almeno il 30% degli altri membri.

Art. 10°- DECADENZA.

I membri della Consulta rappresentanti le Associazioni di categoria e le Organizzazioni sindacali assenti immotivatamente per più di tre volte consecutive, vengono dichiarati decaduti e sostituiti da altri appartenenti alla medesima Organizzazione o Sindacato.

Art. 11°- GRUPPI DI STUDIO E/O DI LAVORO.

A scopo di indagine conoscitiva su particolari problemi, la Consulta può istituire Gruppi di Studio e/o Lavoro. I suddetti possono procedere all'audizione di rappresentanti, di Enti, Organizzazioni o singoli non facenti parte della Consulta stessa e dovranno riferire al Presidente di volta in volta sull'esito dei lavori stessi.

Art. 12°- MODIFICA DEL REGOLAMENTO

Le eventuali modifiche del presente regolamento dovranno essere deliberate dal Consiglio Comunale, previo parere favorevole
della Consulta.

11. Regolamento per la disciplina della raccolta dei funghi

REGOLAMENTO

PER LA DISCIPLINA DELLA RACCOLTA DEI FUNGHI

Approvato con deliberazione C.C. N. 38 del 23.07.1999

 

Art. 1

 

Il presente regolamento è emanato per la disciplina della raccolta dei funghi spontanei sul territorio del Comune di Taggia.

  • La normativa dettata dal presente regolamento applica le disposizioni delle seguenti leggi:
  • L.R. 3 maggio 1985, n. 30 “Disciplina della raccolta dei funghi spontanei”
  • L. 23 agosto 1993, N. 352 “Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”.

Art. 2

  • I funghi appartengono al proprietario del fondo, all’usufruttuario, all’affittuario o al conduttore.
  • I soggetti di cui al precedente comma possono effettuare la raccolta senza limite, previa dimostrazione della propria identità e/o del titolo di proprietà o di usufrutto o di affitto o di conduzione al personale di vigilanza
  • Gli stessi soggetti possono riservarsi la raccolta sugli appezzamenti di proprietà o in godimento chiudendo il fondo ex art. 841 del Codice Civile, previa comunicazione al Comune.

Art. 3

  • I proprietari dei fondi di cui all’art. 2, siti nel Comune possono raccogliere funghi sull’intero territorio con le modalità ed i limiti di cui agli articoli successivi.
  • Per la dimostrazione del titolo di cui sopra il proprietario si avvale del tesserino di cui all’art. 4.

Art. 4

  • I soggetti di cui ai precedenti articoli 2 e 3 devono munirsi di un tesserino nominativo rilasciato dall’Amministrazione comunale.
  • Il competente ufficio comunale provvede in ordine ai competenti adempimenti.

Art. 5

  • La facoltà di raccolta dei funghi sul territorio del Comune è riconosciuta anche alle altre persone tenute a munirsi di un tesserino nominativo.
  • Il tesserino ha validità giornaliera od annuale e viene rilasciato verso corresponsione delle seguenti somme:
  • tesserino giornaliero: euro 4,00 acquistato presso la sede comunale; euro 5,00 acquistato presso l’incaricato sul territorio;
  • tesserino annuale per residenti nel Comune di Taggia: euro 26,00 acquistato presso la sede comunale; euro 30,00 acquistato presso l’incaricato sul territorio;
  • tesserino annuale per non residenti nel Comune di Taggia: euro 52,00 acquistato presso la sede comunale; euro 55,00 acquistato presso l’incaricato sul territorio;
  • Il tesserino ai soggetti di cui agli articoli 2 e 3 è rilasciato a titolo gratuito, per la raccolta dei funghi nel proprio fondo.

Art. 6

  • Ai sensi dell’art. 3 della citata L.R. 30/85 in tutto il territorio del Comune la raccolta dei funghi spontanei è consentita soltanto per le specie commestibili e nei seguenti limiti giornalieri/persona:
  • per la specie “boletus reticulatus, edulis, aereus e pinicola” “vulgo:porcino): Kg. 3 (tre);
  • per la specie “amanita caesarea” (vulgo:ovulo): Kg. 1 (uno);
  • per tutte le altre specie, salvo quanto dispone la successiva lettera d): Kg. 5 (cinque);
  • per i chiodini: nessun limite.
  • Fermi restando i limiti di specie di cui alle prime tre lettere del comma precedente, la quantità di raccolta individuale non può superare complessivamente il limite giornaliero di chilogrammi cinque.
  • Ai soggetti di cui al precedente art. 2 non si applicano i limiti quantitativi di cui sopra relativamente ai funghi raccolti nel proprio fondo.
  • La raccolta dei funghi da parte dei soggetti non indicati all’art.2, comma 1, è vietata il mercoledì nel periodo della caccia al cinghiale secondo il calendario venatorio.

Art. 7

  • In ottemperanza al disposto dell’art. 4, comma 2 della L.R. 30/85 è vietato nella raccolta dei funghi spontanei usare rastrelli, uncini o altri mezzi che possano danneggiare lo strato umifero del terreno.
  • E’ altresì vietato per la raccolta ed il trasporto usare sacchetti in plastica e contenitori stagni.

Art. 8

  • I proventi conseguiti dal rilascio del tesserini di cui all’art. 4 devono essere impiegati in opere ed interventi diretti al miglioramento del patrimonio boschivo comunale, alla manutenzione delle strade comunali boschive e ad ogni altra iniziativa e/o gestione di qualunque attività migliorativa del suddetto patrimonio.
  • La destinazione dei suddetti proventi riguarda le somme al netto degli oneri generali e delle spese di sorveglianza e di custodia.

Art. 9

  • L’osservanza del presente regolamento è demandata agli organi di polizia locale, di polizia forestale, di vigilanza della caccia e della pesca, ai custodi forestali dei Comuni, nonché agli agenti giurati nominati dal Comune in possesso dei requisiti di cui all’art. 138 del T.U.L.P.S., che abbiano prestato giuramento ai sensi di legge.
  • Le violazioni alle norme del presente Regolamento sono punite con le seguenti sanzioni amministrative:
  • mancanza del tesserino: pagamento della somma di £. 300.000
  • violazione dell’art. 6: pagamento di una somma minima di £. 50.000 e massima di £. 300.000 e confisca amministrativa dei funghi con consegna ad Istituti di beneficienza, previo controllo micologico, fatta salva in ogni caso la prova della legittima provenienza;
  • violazione dell’art. 7: pagamento della somma di £. 100.000

Art. 10

  • Per quanto non previsto dal presente Regolamento si rinvia alla legge nazionale 23.08.1993, n. 352 e alla legge regionale 3.5.1985, N.30.
  • Il presente Regolamento entra in vigore il primo mese successivo all’espletamento della procedura ai fini dell’esecutività e della successiva pubblicazione all’Albo Pretorio.

Regolamento servizi prima infanzia

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Reg. per l'accesso ai documenti amministrativi

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